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Settore Telefonico europeo: analisi di Akros

Posted by 4trading su 10 dicembre 2007

HIGHLIGHTS

Telecom europee: il consolidamento prosegue nel 2008.

Il settore delle telecomunicazioni ha iniziato a sovraperformare il mercato europeo a fine maggio 2007 sull‘onda di una migliore tenuta di fatturati e margini in capo agli exmonopolisti che ha portato anche a qualche revisione al rialzo delle stime in un settore caratterizzato da crescita molto contenuta.
L’analisi di questa settimana identifica i fattori che porteranno alla prosecuzione del consolidamento all’interno del settore avvicinando la prospettiva di un mercato Europeo delle telecomunicazioni, oggi più prossima in ambito tecnologico e normativo.
Dal punto di vista borsistico le acquisizioni non sono più taboo: nonostante i prezzi rimangano elevati, la reazione del mercato azionario a queste operazioni sarebbe comunque positiva in virtù dell’opportunità di crescita e del miglioramento potenziale di margini da parte della società target.

La nostra preferenza, solo in parte speculativa, cade su operatori alternativi come Iliad (posizione invidiabile nel processo di consolidamento in Francia), Jazztel (ultimo target restante in Spagna) e United Internet (target potenziale in Germania, con l’acquisizione anticipata dei business DSL di Freenet e Versatel, target potenziale per Telefonica).

Rimaniamo più prudenti su Tiscali dato il persistere di una situazione finanziaria fragile.

Telecom europee:

il consolidamento prosegue nel 2008 I fattori strutturali che hanno giustificato l’attività di M&A nel settore delle telecomunicazioni negli ultimi tre anni rimangono pressoché invariati: gli exmonopolisti continuano a generare consistenti cashflow; la maggior parte degli operatori alternativi sta migliorando la propria performance e la visibilità sullo scenario nei vari mercati è generalmente soddisfacente; tuttavia la questione della crescita rappresenta ancora una nota dolente anche in una prospettiva di medio-lungo termine. La continua ricerca di massa critica da parte di alcuni operatori, le strategie di diversificazione per altri, l’attrazione verso i mercati emergenti e la tendenza verso l’armonizzazione della normativa europea, sono tutti fattori a favore di un’ulteriore crescita esterna.
Questo è il motivo per cui pensiamo che il consolidamento rimarrà un tema dominante per il mercato azionario nel corso del 2008. La nostra analisi della situazione corrente in ciascun mercato Europeo ed in particolare degli operatori
coperti dalla nostra ricerca, come anche la nostra visione delle tendenze industriali e normative in atto in Europa, conferma questo scenario:

1. acquisizioni che coinvolgano gli operatori alternativi minori saranno con tutta probabilità effettuate prima del 2010. Possibili targets includono: Neuf Cegetel, Iliad, Jazztel, United Internet, Tiscali, Mobistar, Telenet, alcune controllate estere di Telecom Italia (Alice France) come anche alcune società di Tele2 (attività in Germania, Olanda). Tali operazioni potrebbero essere spinte dalla crescente convergenza tra il settore delle telecomunicazioni e quello dei media (è il caso degli assets di Vivendi in Francia) o dalla convergenza fisso-mobile.

2. Altre acquisizioni potrebbero essere fatte invece in paesi ad alto potenziale, principali predatori potrebbero essere Telefonica (interessata a ridurre la sua esposizione verso l’America Latina), France Telecom (in Europa dell’est, Africa ed Asia), Vodafone (in tutto il mondo), Deutsche Telekom (Europa dell’est) e Vivendi (Paesi Arabi ed Africa attraverso Maroc Telecom). Nonostante i prezzi delle acquisizioni siano già elevati, la reazione del mercato azionario a queste acquisizioni sarebbe comunque positiva in virtù dell’opportunità di crescita e del miglioramento potenziale di margini da parte della società target.

3. Pensiamo, inoltre, che, nonostante ad oggi il consolidamento non abbia riguardato gli exmonopolisti (l’unico esempio è forse TeliaSonera) l’emergere di alcuni fattori settoriali potrebbe cambiare l’opinione del management al riguardo: l’unificazione graduale del mercato delle telecomunicazioni europeo è in corso (specialmente in ambito tecnologico e normativo); inoltre, l’organizzazione del personale e l’ottimizzazione dei costi è ora più rigorosa, e la maggior parte delle strutture operative e dei piani d’investimento degli exmonopolisti sono perfettamente in sintonia con un contesto di crescita inesistente nei propri mercati domestici; essi possono anche sperare nel tempo di vedere i controlli stringenti dell’autority di settore sostituiti da una supervisione a livello di concorrenza; da ultimo, la scomparsa del ruolo dell’azionista pubblico che rappresenterebbe un ulteriore spinta all’attività di M&A tra diversi Paesi (con la ricerca di partner strategici per i loro monopoli nei quali continueranno a ridurre le loro partecipazioni).

In questo contesto, riteniamo possano effettivamente realizzarsi fusioni tra gli exmonopolisti europei nel medio periodo. Nonostante questo tipo di operazioni non sia al momento una priorità nel settore, potremmo assistere ad acquisizioni di partecipazioni di minoranza insieme alle modifiche nella compagine societaria (come per Telefonica e Telecom Italia) o alla vendita parziale da parte dello stato azionista: i players europei potrebbero in questo modo avere un ruolo sul futuro
dell’industria e iniziare a creare poli di consolidamento in un mercato che copre 27 Paesi e quasi 500 milioni di abitanti.
Poiché France Telecom, Deutsche Telekom, Telefonica e Vodafone hanno diversificato al punto che non sarebbero in grado di realizzare tra loro grandi concentrazioni senza creare notevoli sovrapposizioni (non dimenticando la presenza continua dello stato azionista in France Telecom e Deutsche Telekom), riteniamo che questi quattro players possano costituire i principali poli di consolidamento in Europa. Notiamo comunque che Telenor, che è ancora sotto il controllo maggioritario
dello stato norvegese, potrebbe costituire un quinto polo focalizzato sul mercato scandinavo.

Raccomandazioni

Complessivamente, la nostra analisi sul consolidamento del settore Telecom in Europa, conferma le nostre raccomandazioni basate sui fondamentali:

Ad eccezione di Tele2 (Hold) ed Elisa (Reduce), abbiamo opinioni favorevoli sui rimanenti piccoli operatori: Neuf Cegetel (buyout degli interessi di minoranza), Iliad (posizione invidiabile nel processo di consolidamento in Francia), Jazztel (ultimo target restante in Spagna), Tiscali (ultimo target restante in Italia), United Internet (target potenziale in Germania, con l’acquisizione anticipata dei business DSL di Freenet e Versatel, target potenziale per Telefonica), Mobistar (in vista della decisione di France Telecom sulla sua partecipazione) e Telenet (ruolo chiave nel processo di consolidamento in Belgio).

Per gli operatori di medie dimensioni, vediamo ancora KPN (Buy), BT (Buy) e TeliaSonera (Accumulate) come target: pensiamo che le fusioni, allo scopo di mantenere le posizioni nei mercati in cui il compratore è già presente, sono più probabili (l’acquisizione da parte di Telefonica di una partecipazione in Telecom Italia, per esempio, che ha consentito all’operatore spagnolo di difendere la posizione nel mercato brasiliano) il che renderebbe possibili target British Telecom in UK o KPN in Olanda. Viceversa, non pensiamo che Telenor (Hold) abbia qualche appeal significativo in questo
momento. Nemmeno Belgacom (Hold), dato che il governo belga probabilmente opterà per una vendita parziale della sua partecipazione a un partner industriale.

Da ultimo, sebbene la crescita esterna nei paesi emergenti migliorerebbe senza dubbio lo slancio per tutti i maggiori players d’oltre confine (VOD, DT, TEF, FT), pensiamo che France Telecom (Accumulate) attualmente offra la migliore prospettiva per un re-rating.

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