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analisi di borsa

Archive for the ‘dollaro’ Category

Savona: dollaro a 1.75€

Posted by 4trading su 4 aprile 2008

(ASCA) – Cernobbio (Co), 4 apr – A dispetto delle previsioni generali, ”io vedo un euro sempre piu’ forte. Sospetto che salira’ ancora del 10% al valore di 1,75 dollari”. E’ la stima di Paolo Savona, economista ospite oggi a Cernobbio al workshop Ambrosetti. ”Le previsioni – ha osservato Savona a margine dei lavori – dicono che il dollaro si rivalutera’ del 10%, ma io non ci credo”. E questo, per l’economista, sara’ ”il tema cruciale dei prossimi mesi”.

Savona e’ presidente di Sator – societa’ creata da Arpe

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Dollaro: il commento del Credit Suisse

Posted by 4trading su 18 marzo 2008

Il dollaro, la valuta americana, adesso non è più la più amata nei quattro angoli del pianeta. E che i bigliettoni verdi non siano più una moneta affidabile l’ha capito anche Gisele Bundchen. La modella più pagata del mondo, 33 milioni di dollari di guadagni solo nel 2006 secondo la rivista Forbes, si rifiuterebbe di ricevere compensi nella valuta statunitense perchè considerata troppo debole. Chi adesso volesse metterla sotto contratto dovrebbe specificare che il pagamento verrà effettuato in euro. Gisele però non è la sola a pensarla così. Anche nei negozi di New York sono sempre più numerosi i
commercianti che hanno iniziato a vedere con favore i turistieuropei e la loro moneta forte. Così gli esperti del Credit Suisse si chiedono in un report uscito oggi e raccolto da
Finanza.com se davvero la valuta statunitense sia arrivata alla fine del gioco? Nel breve termine secondo questi analisti sono diversi i motivi per sostenere che il dollaro soffrità ancora.
La politica della Fed, la mossa delle banche centrali di Cina e dei paesi asiatici che probabilmente cercheranno di diversificare le valute sganciandosi dal dollaro e le strategie per frenare l’inflazione sono tutti elementi che spingeranno verso il basso le quotazioni del biglietto verde. 

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Dollaro/Euro

Posted by 4trading su 15 marzo 2008

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Grafico di lungo periodo su base settimanale. Verificando landamento di questi ultimi 48 mesi il trend di rialzo dell’euro ha seguito una linea di tendenza rialzista che ha supportato l’andamento del rapporto dal 2006. Da tale linea sono state tracciate delle parallele che sono sempre state rispettate sia a livello di rottura al rialzo che di correzioni tecniche. Il veloce movimento rialista dell’euro, in queste ultime settimane, ha portato ad un forte eccesso che potrebbe non essere sostenuto nel brevissimo. Presumibile, quindi, un ritracciamento dell’euro verso quota 1.51 dove si trova il primo punto di appoggio. In caso di storno pesante si potrebbe avere l’estensione sino a 1.495 e 1.50. In caso di mantenimento di questa fascia di valori si dovrebbe avere un nuovo recupero dell’euro con target in area 1.62/63 contro dollaro.

Il movimento degli indicatori sta anticipando una correzione che, al momento, se dovesse verificarsi definiremmo del tutto “fisiologica”.

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Commento sul dollaro

Posted by 4trading su 20 febbraio 2008

L’euro piace anche Oltreoceano. La moneta unica del Vecchio Continente che ha sedotto anche la top model Gisele Bundchen non è però al sicuro. Circa il 54% dei gestori intervistati nel consueto sondaggio mensile MorningStar prevede infatti un ribasso dell’euro sul dollaro nei prossimi mesi, in aumento rispetto al 47% di gennaio. Secondo gli esperti è difficile dire quando avverrà il riscatto del biglietto verde, ma alcuni fattori potrebbero favorirlo, tra cui una politica più accomodante da parte della Bce, la sua natura difensiva in fasi difficili di mercato e la forte sottovalutazione nei confronti
della divisa comunitaria. Alla luce di queste considerazioni, alcuni fund manager, tra cui Sella gestioni, ritengono “opportuno” non essere completamente scarichi di dollari, pur mantenendo un atteggiamento di neutralità.

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BNP: gli analisti prevedono un rialzo (nel breve) per il dollaro

Posted by 4trading su 19 febbraio 2008

Come mettono in evidenza gli economisti di Bnl Gruppo Bnp Paribas nel consueto morning call mattutino, sui mercati valutari, “la tensione resta ancora alta sul dollaro, che si stabilizza oltre la soglia di area 1,47 e si propone al test delle resistenze a 1,476, in corrispondenza del 61,8% di rintracciamento dell’ultimo movimento di ribasso”. “Il clima di breve – concludono gli esperti della banca romana – rimane al rialzo con nuove indicazioni di forza per il biglietto verde sotto 1,465”.

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Dollaro: calo in attesa della Fed

Posted by 4trading su 29 gennaio 2008

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Movimento molto debole per il dollaro che nella seduta odierna torna in area 1.48 contro euro. Annullati tutti i potenziali segnali positivi del biglietto verde emersi nella scorsa settimana. A questo punto, solo dopo la decisione della Fed di domani in serata, si avra’ un nuova tendenza sul mercato. Allo stato attuale, l’area di compressione tra 1.45 e 1.48 euro, potrebbe essere risolta con potenziale raggiungimento di area 1.52. Segnali tecnici al superamento di 1.49 (contro euro) al ribasso e 1.448 al rialzo.

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Dollaro in netto recupero

Posted by 4trading su 22 gennaio 2008

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Netto rialzo del dollaro nelle prime battute della seduta. Il rapporto si e’ avvicinato alla soglia di 1.44 euro e la rottura di questo livello lascia supporre ad un potenziale inversione di tendenza di brevissimo. Il trend di recupero necessita, nella maniera piu’ assoluta, di un minimo non superiore a 1.446 euro. Sopra tale livello, soprattutto se segnato in serata, si avrebbe una negazione del tentativo di recupero.

La divisa americana sta beneficiando di indiscrezioni circa un talgio straordinario della BCE di un quarto di punto.

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Cambi: analisi di Banca Leonardo

Posted by 4trading su 18 gennaio 2008

Sul mercato delle valute l’euro non ha avuto rivali nel 2007.
Nel quarto trimestre dell’anno appena concluso la moneta europea ha continuato a rafforzarsi nei confronti delle valute principali, in particolare nei confronti del dollaro (+12%), dello yen (+7%) e della sterlina(+6%). Una tendenza che non mette in pericolo le società italiane esposte al cambio secondo gli analisti di Banca Leonardo.

“Recentemente abbiamo aggiornato le nostre stime delle società italiane da noi coperte al fine di considerare i tassi di cambio medi: 1,37 per dollaro/ euro nel 2007 per il 2007 e 1,45 nel quarto trimestre 2007 per il 2008-09. L’impatto sulle nostre stime di utile 2007-09 è stato nel complesso di -0,4%”, scrivono nella nota uscita oggi e raccolta da Finanza.com gli analisti di Banca Leonardo ricordando che “I settori più esposti alle valute estere sono il cemento e il lusso, con il 50% degli utili, mentre i meno esposti sono le Utilities nazionali e i Media”.
“La nostra analisi di sensibilità – prosegue il broker –
evidenzia che una valorizzazione del +10% dell’euro sulle valute estere avrebbe un impatto negativo del -1% sulle nostre stime aggregate di utile 2008. Nonostante una parte consistente delle vendite complessive (15%) sia in valuta, l’impatto complessivo di una fluttuazione dei cambi sulla nostra valutazione non è significativo”. Gli esperti di Banca Leonardo ritengono infatti che i driver della valutazione siano altri. “I timori riguardano principalmente un rallentamento economico, i costi energetici e i tassi di interesse”.

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Dollaro Usa: tentativo di recupero vs euro

Posted by 4trading su 17 gennaio 2008

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Le ultime de sedute hanno evidenziato un deciso recupero della divisa Usa che si porta verso area 1.46 contro euro.  Il rialzo riporta la divisa verso area 1.44 euro che deve essere considerata la soglia “spartiacque” per il trend di breve periodo. A livello tecnico, area 1.44 euro e’ stata quella che ha respinto,a dicembre, il primo tentativo di recupero e che, in passato, ha dato il via libera alla formazione di nuovi minimi in area 1.49 euro. In pratica, riteniamo che nelle prossime sedute il biglietto verde oscillera’ in un trading range compreso tra 1.44 e 1.475 euro e solo l’uscita da queste soglie determinera’ un segnale operativo.

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Analisi Dollaro

Posted by 4trading su 9 gennaio 2008

Il cross euro/$ ha chiuso la seduta sostanzialmente invariato poco sopra 1,47.
Continua il movimento laterale ed e’ chiaro che fino a quando le quotazioni saranno compresse all’interno di questo stretto trading range tra i livelli 1,4781/1,4660, non si avranno segnali operativi convincenti. In uno scenario di brevissimo, comunque, ricordiamo i principali livelli di supporto 1,4688/1,4660 e di resistenza 1,4748/1,4760.

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Dollaro: considerazioni

Posted by 4trading su 5 gennaio 2008

Non c’e’ alcun dubbio che il motore dell’economia e della finanza e’ il biglietto verde. I suoi movimenti, in parte conseguenti all’uscita di dati macro, sull’economia Usa, ed in parte alla speculazione creano movimenti molto sostenuti su tutti i mercati (obbligazionario ed azionario). I pessimi dati Usa usciti in questa settimana (ISM manifatturiero ed occupazione – entrambi nettamente inferiori alle attese) lasciano supporre all’inizio della recessione che potrebbe spingere i valori della divisa americana a ivelli piu’ bassi. Ma a questo punto, una debolezza accentuata del biglietto verde creerebbe seri problemi inflattivi per il mercato domestico soprattutto se i valori delle commodities (non solo in petrolio ma anche quelle alimentari) continuassero a salire. A questo punto, a nostro modesto parere, si apre un doppio scenario:

  • il dollaro comincia a recuperare terreno e, gradualmente torna verso area 1.4 euro prima e 1.3 euro in seguito
  • il dollaro prosegue il movimento correttivo e si porta verso livelli molto bassi in area 1.52 contro euro prima ed area 1.6 euro in seguito.

Il rischio di un dollaro debole, come accennato in precedenza, determinera’, oltre che una crisi a livello finanziario, un incremento dell’inflazione e la necessita’, da parte della Fed, di combattere questo pericolo. Ma la situazione economica (in forte rallentamento) non e’ in grado, ora sara’ improbabile anche in futuro, di sopportare una stabilita’ o, peggio, un innalzamento dei tassi. D’altro canto il debito Usa, che si stava ridimensionando in questi ultimi mesi, rappresenta una spada di Damocle sempre presente.

Sempre a nostro modesto parere, ci appare piu’ verosimile la possibilita’ che il dollaro recuperi terreno in maniera tale da arginare i rischi latenti di inflazione. Ma tutto cio’ non bastera’ per frenare la corsa delle materie prime: sara’ necessario raffreddarle accentuando l’impressione (tra gli operatori) che la recessione e’ alle porte e che il consumo delle commodities primarie rallentera’. Venerdi’ in serata gia’ si sono visti, in maniera molto limitata, i primi effetti sul petrolio che e’ sceso sotto area 98 dollari al barile.

Riassumendo

Riteniamo probabile questo scenario:

  • mercati azionari in difficolta’ ma solo nel breve periodo;
  • graduale, e lenta, risalita del valore del dollaro contro euro;
  • ulteriore taglio dei tassi in Usa e, non prima della primavera, in Europa;
  • incremento del valore delle commotidies foods;
  • ripresa dei mercati azionari dopo il primo trimestre dell’anno in corso.

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Ma se gli americani "sdoganano" i cinesi…..

Posted by 4trading su 19 dicembre 2007

…..cosa accadra’ ora? dopo Citigroup oggi e’ il turno di Morgan Stanley. Due tra le piu’ note banche Usa annoverano la presenza di investitori arabi e cinesi con quote nell’ordine del 5% in ognuna. L’entrata del denaro cinese nel mercato dei capitali non e’ una novita’ (in Europa la prima “vittima” e’ stata Dexia, una delle principali banche del Belgio) ma per la prima volta arrivano nel cuore del capitalismo a stelle e strisce. Non e’ una mossa di poco conto. L’arrivo del “denaro fresco” cinese ha sicuramente l’effetto di alleviare le sofferenze del mercato bancario Usa ma, qual’e’ la contropartita per cui gli americani hanno accettato la presenza, scomoda, dei cinesi?

A nostro, modesto parere, l’attenzione deve essere rivolta al mercato valutario e delle materie prime: recentemente le autorita’ cinesi hanno accettato di rivalutare lo yuan nei confronti delle valute principali e cio’ rende meno competitivo il prodotto cinese sui vari mercati. Conteporaneamente il dollaro ha iniziato a recuperare terreno sia contro euro che contro yen. La prima conseguenza e’ stata lo stop della crescita del prezzo delle materie prime (petrolio in prima battuta) di cui la Cina e’ il maggiore consumatore mondiale.

Nelle ultime giornate sono usciti i dati tendenziali dell’inflazione in Usa (ed Europa) ela classica manovra per fronteggiare le tensioni inflattive e’ il rialzo dei tassi. Ora, questo percorso, non e’ praticabile e l’unico modo per raffreddare i prezzi e’ quello di far scendere quei beni che hanno causato l’ascesa dell’inflazione.

Raffreddare il prezzo del petrolio necessita, per fronteggiare la speculazione, di un “aiuto” che puo’ giungere solo da coloro che possono “spendere” perche’ hanno una base di liquidita’ considerevole (cinesi).

Conclusioni.

Riteniamo probabile:

  • una rivalutazione del dollaro sotto 1.4 (target a 1.37 a 4-6 mesi);
  • un contestuale ribasso del prezzo del petrolio verso area 80 dollari al barile (stesso arco temporale);
  • nessuna recessione, e nemmeno stagflazione, dell’economia Usa;
  • ripresa dell’equity, in maniera decisa (non i consueti recuperi tecnici), nei mesi primaverili del 2008.

Su questa linea muoveremo le nostre analisi nei prossimi mesi.

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Effetti del dollaro sul fatturato di alcune tra le societa’ italiane

Posted by 4trading su 17 dicembre 2007

Un commento velocissimo sull’impatto della rivalutazione del dollaro nei confronti di alcune tra le societa’ italiane che operano con la valuta americana

Tenaris 80.0% Positivo sul fatturato. Moderatamente positivo sui margini: la produzione USA è considerevole (Maverik + Hydril) 

ENI 75.0% Positivo sui ricavi. Neutrale sui margini. Positivo in particolare per la divisione G&P (const in USD, vendite in EUR) 

Saras 70.0% Positivo sui ricavi. Moderatamente positivo sui margini operativi: le materie prime sono denominate in dollari ma i servizi e gli altri costi sono in Euro 

Saipem 70.0% Neutrale: il gruppo procede alla copertura della sua esposizione in valuta a spese del cliente. 

Socotherm 70.0% Positivo sul fatturato. Neutrale sui margini: i costi sono denominati nella stessa valuta dei ricavi 

Erg 60.0% Positivo sui ricavi. Moderatamente positivo sui margini operativi: le materie prime sono denominate in dollari ma i servizi e gli altri costi sono in Euro 

Prima Ind 40.0% Neutral: le vendite negli USA sono compensate dal costo delle sorgenti laser che sono acquistate in parte negli USA 

Dada 30.0% Positivo. Parzialmente compensato dai costi sostenuti in dollari anche per parte dei servizi venduti in Europa 

Buongiorno 20.0% Positivo. Parzialmente compensato dai costi sostenuti in dollari anche per parte dei servizi venduti in Europa 

Biesse 16.0% Lievemente positivo sul fatturato. L’america non è un area importante di vendita 

Ducati 15.8% Molto positivo: il gruppo produce motociclette in Italia che sono il parte vendute negli USA 

Ansaldo STS 12.6% Positivo. 

Fiat 12.2% Neutrale: negli USA CNH produce e vende localmente mezzi per movimento terra e agricoli. L’impatto su Ferrari/Maserati è positivo ma trascurabile a livello consolidato 

Brembo 11.9% Positivo. In parte compensato dal minor costo delle materie prime espresse in dollari 

Finmeccanica 11.3% Positivo: la quota di fatturato in USD aumenterà fino al 15% tuttavia il gruppo se ne avvantaggia in occasione delle acquisizioni 

Italcementi 11.0% Positivo/Neutrale: negli USA ITC produce e vende il cemento localmente. ITC si avvantaggia di un minor costo del carburante petcoke/gas denominato in USD 

Trevisan Com 10.0% Lievemennte positivo sul fatturato. L’america non è un area importante di vendita 

Pirelli 6.8% Neutrale: negli USA Pirelli produce e vende localmente pneumatici. Beneficia di un minor costo della materia prima denominata in dollari 

Piaggio 4.8% Positivo/Neutrale: in USA Piaggio vende produzione realizzata in Italia. Beneficia di un minor costo dei componenti provenienti da paesi a basso costo 

Sogefi 2.4% Positivo/Neutrale Vi sono alcuni benefici sul costo delle materie prime denominate in USD 

Sirti 1.5% Neutrale/Positivo, sono stati avviati da poco contratti in Arabia Saudita espressi in dollari 

Fastweb 0% Neutrale/positivo. Parte delle attrezzature sono acquistate in $ (per lo più coperti a termine) 

Mediaset 0% Positivo. Acquisto di diritti cinematografici dalle major USA.  

Telecom Italia 0% Neutrale/positivo. Parte delle attrezzature sono acquistate in $ (per lo più coperti a termine) 

TI Media 0% Positivo. Acquisto di diritti cinematografici dalle major USA. 

Tiscali 0% Neutrale/positivo. Parte delle attrezzature sono acquistate in $ (per lo più coperti a termine)

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Dollaro: inizia il recupero?

Posted by 4trading su 14 dicembre 2007

da un paiodi sedute, anzi a dir la verita’ dal tardo pomeriggio di ieri, abbiamo notato un deciso movimento del dollaro che recupera posizioni nei confronti dell’euro. Ieri la valuta europea e’ passata da 1.47 a 1.459 in ochi minuti mantenendo poi 1.46 euro per buona parte della serata. Questa mattina il dollaro e’ ripartito da posizioni leggermente peggiori per recuperare in maniera violenta in questi minuti tanto da portarsi verso area 1.449 euro.

dal grafico e’ possibile constatare che il livello toccato oggi e’ da considerarsi un primo punto di supporto per l’euro ma le probabilita’ di un suo mantenimento sono molto scarse. Possibile “vedere”, nel corso della prossima settimana, area 1.44/1.438 euro dove si colloca un livello ben piu’ consistente di quello raggiunto oggi.

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Dollaro

Posted by 4trading su 27 novembre 2007

Dichiarazione di uno degli esponenti piu’ importanti del board Fed. L’intervista rilasciata evidenzia chiaramente la volonta’ della banca centrale americana di attuare una politica contro il dollaro, soprattutto nei confronti di quelle valute di aree (Europa) che mantengono una politica econimica ancora restrittiva. Il rapporto di concambio di 1.5 euro pero’ potrebbe essere una soglia limite per la debolezza del dollaro. Per cui, pur attendo un nuovo picco ribassista del biglietto verde contro dollaro, riteniamo molto piu’ probabile una rivalutazione verso 1.4 euro nel primo semestre del prossimo anno.

Perche’ ci sia un nuovo taglio dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve non basteranno prospettive di crescita piu’ deboli per il 2008, gia’ considerate nell’ultimo taglio deciso dalla Fed, ma una frenata molto piu’ consistente delle attese. Lo ha spiegato il numero uno della Federal Reserve di Philadephia, Charles Plosser, in un discorso pronuinciato a Rochester.
”Non sarei sorpreso di vedere statistiche in rallentamento” ha detto ”ma numeri piu’ deboli non mi
faranno rivedere le mie pevisioni  o le mie idee sul livello piu’ appropriato dei funds, a meno che questi numeri non siano molto piu’ bassi di quanto gia’ anticipato e non si sommino fino a portare ad una ulteriore revisione al ribasso dell’outlook”.
Secondo Plosser ”l’esigenza di un cambio della politica
monetaria dipendera’ in sostanza dal fatto che i contraccolpi sul mercato siano abbastanza significativi da cambiare le prospettive dell’economia in modo tale da mettere in pericolo gli obiettivi della Fed sulla stabilita’ dei prezzi e sulla crescita”.

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