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analisi di borsa

Secondo i dati rilevati circa il 46% del salario percepito dai lavoratori finisce nelle casse del fisco e degli enti previdenziali

Posted by 4trading su 10 aprile 2008

 
Da Borsa Italiana

 

Il cuneo fiscale, inteso come la differenza tra stipendio lordo e netto (ossia la differenza tra quanto pagato dal datore di lavoro e quanto effettivamente viene incassato dal lavoratore), è aumentato nel 2007 dello 0,3%. L’Italia si classifica così al 23° posto sui trenta paesi analizzati dall’Ocse per stipendio medio.

Stipendi all’italiana

Secondo i dati rilevati circa il 46% del salario percepito dai lavoratori finisce nelle casse del fisco e degli enti previdenziali. L’erosione dello stipendio è in parte attribuibile, sottolineano all’Ocse, all’inflazione, cresciuta del 2% nel 2007. L’aumento effettivo delle tasse quindi avrebbe inciso sul salario degli italiani per uno 0,6%, cui tuttavia ha fatto fronte un aumento medio del livello di tassazione dello 0,2%.

La situazione reddituale migliora nel caso delle famiglie monoreddito con due figli a carico, per cui il cuneo si attesta al 33,8% (per i single si attesta sul 45,9%), comunque in aumento dal 33,3% del 2006. E’ quindi superiore alla media Ocse (27,3%), dell’Europa a 15 (31,9%) e della Ue a 19 (31,8%).

La classifica europea degli stipendi

Il peso fiscale è superiore solo per i lavoratori portoghesi e dell’Europa dell’Est.

Per il resto in tutti gli altri paesi si registra un salario medio più alto. Restando in Europa, dalla classifica Ocse emerge comunque che un inglese guadagna quasi il doppio (l’87,8% in più) di un italiano, un tedesco il 43,1% e un francese il 28,6% in più. L’Italia è nettamente sotto la media Ocse (24.660 dollari), Ue a 15 (26.434) e Ue a 19 (23.282).

Il peso del cuneo fiscale oltre confine

Superando i confini nazionali il cuneo fiscale incide sugli stipendi in maniera eterogenea: in Francia si attesta al 49,2% (con un’incidenza del 9,9% per le tasse sul reddito e pagamenti contributivi rispettivamente del 9,6% per il lavoratore e del 29,6% per le aziende), mentre in Spagna il prelievo totale scende al 38,9% ripartito al 10,8% per le tasse, al 4,9% per il contributo del lavoratore alla pensione e al 23,2% per quello dell’azienda.

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