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analisi di borsa

Analisi di Fugnoli

Posted by 4trading su 10 aprile 2008

Meglio guardarsi ancora alle spalle sui mercati azionari. E’ il suggerimento che lancia Alessandro Fugnoli, strategist di Abaxbank nel suo consueto report settimanale. “Per qualche giorno i mercati hanno vissuto nell’illusione che, superata la crisi finanziaria grazie al pronto intervento della Fed, restasse solo una banale superficiale recessione vecchio stile, da attraversare armandosi di pazienza e cominciando anzi a pensare alla ripresa prossima ventura”, esordisce l’economista, facendo notare che “l’avere sventato una crisi acuta di possibili proporzioni molto serie è molto positivo, ma la situazione di fondo resta comunque estremamente complessa e difficile”. “La notte è ancora lunga e piena di insidie e quando a un certo punto del 2009 vedremo l’alba difficilmente si tratterà di qualcosa di spettacolare”, avverte Fugnoli. Operativamente a suo avviso gli investitori avranno poco spazio di movimento per l’azionario sia quest’anno sia il prossimo. Il motivo? “Le pulsioni rialziste – spiega l’economista – dovranno invece confrontarsi con il perdurare del credit crunch. Tanto che il calvario di molte banche continuerà anche nel 2009. Inoltre la ripresa sarà lenta e debole, come conseguenza del credit crunch perdurante e del rallentamento europeo”. Osservazioni che lo portano a un verdetto senza appello: “L’appuntamento con una vera rottura al rialzo dei mercati azionari è rinviato, se tutto andrà bene, al 2010”.

Sulle case il peggio deve ancora arrivare. E’ questo il pronostico di Alessandro Fugnoli, capoeconomista di Abaxbank. Secondo l’esperto “sarà nel terzo trimestre che si toccherà il livello più alto di pignoramenti a meno di miracoli non si farà in tempo a evitarli”. Alain Greenspan, che fu il primo a parlare di recessione un anno fa, dice ora che verso fine anno i prezzi delle case inizieranno a stabilizzarsi e questo renderà possibile una stabilizzazione generale del ciclo economico. “Il problema è che i prezzi delle case, prima di fermarsi, accelereranno forse la loro discesa in corrispondenza
con l’ondata di pignoramenti – avverte Fugnoli -. Quanto a Greenspan, continuiamo a prenderlo molto sul serio come facemmo un anno fa, ma in questo caso è possibile che ci sia un desiderio di accelerare la risoluzione di una crisi che gli viene imputata (in parte a torto e in parte a ragione)”.

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