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analisi di borsa

Domani riunione BCE: atteso un nulla di fatto

Posted by 4trading su 9 aprile 2008

(ASCA) – Roma, 9 apr – Dal meeting di domani della Bce ci si attende un nulla di fatto sul fronte dei tassi di interesse. Insomma, Refi inchiodato al 4% per il nono mese consecutivo. Aspettative confortate dalla curva dei tassi di mercato monetario che non sconta alcuna riduzione del costo del denaro per il 2008.
L’attenzione sara’ dunque concentrata sulle parole di Jean-Claude Trichet, presidente della Bce. Dovrebbe essere ribadita la ”crescita vigorosa” della  massa monetaria. Difficile dargli torto, M3 viaggia a +11,3%  su base annuale, piu’ del doppio del Pil nominale dell’Eurozona. Sull’inflazione, verra’ rinnovato ”il forte impegno” a contrastarla e quindi la necessita’ di assicurare la stabilita’ dei prezzi. Anche perche’ a marzo, l’inflazione dell’Eurozona e’ salita al 3,5% annuale, oltre un punto e mezzo sopra il livello di stabilita’ di medio e lungo termine. Possibile anche un richiamo alla necessita’ di aumenti salariali legati alla produttivita’. Orecchie tese sulle prospettive di crescita dell’Eurozona.
Se Trichet dovesse fornire un quadro piu’ allarmante, le aspettative per un taglio dei tassi di interesse potrebbero ravvivarsi. Una ipotesi che contrasta con i numeri della Bce e trova sostegno solo nelle cifre del Fondo Monetario Internazionale (Fmi). Per l’Fmi, l’Eurozona crescera’ nel 2008 dell’1,4% e nel 2009 dell’1,2%. Una distanza siderale rispetto alle previsioni diffuse recentemente dell’Eurotower:
1,8% nel 2008, +2% nel 2009. Lo stesso governatore della Banca di Italia e menbro del Governing Council della Bce, Mario Draghi ha definito le previsione del Fondo troppo pessimistiche. Stessa musica dalla Commissione Ue. Certo, Manuel Ribeiro Constancio, governatore della Banca del Portogallo e membro del Governing Council della Bce, ha detto che la frenata del Pil ”potrebbe contenere l’inflazione”.
Piu’ arcigno Axel Weber, nel Governing Council Bce e presidente della Bundesbank, che si e’ ”detto preoccupato non solo dell’inflazione sul breve termine ma anche sulle prospettive dei prezzi a medio termine”. Si tratta di visioni differenti, ma difficile pensare a falchi e colombe tra i 21 membri del Board della Bce. Per questo tipo di volatili meglio cercare tra le cancellerie europee.

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