Archivio per il 'analisi broker' Categoria
Pubblicato da leotz su 9 Aprile 2008
Gli indici azionari principali hanno toccato nuovi minimi il 17 marzo per poi recuperare tutto nella seconda parte del mese.
L’MSCI World il guadagna l’8% da allora in termini total return in valuta locale con mercati emergenti sostanzialmente in linea. La volatilità implicita degli indici, dopo picchi sopra il 35% è rientrata tra 20% e 25%, storicamente elevata, ma sui minimi relativi di quest’anno. “I mercati si troverebbero sui valori medi dell’EYR se gli utili previsti avessero crescita negativa rispetto al 2007 pari a -15% per S&P e -7% per Eurostoxx, ma nelle ultime settimane sono stati rivisti al ribasso i dati relativi al quarto trimestre 2007″, commentano gli esperti di Pictet. In definitiva secondo loro “il mercato sembra un pò meno pessimista rispetto al mese scorso, ma non quanto i tassi di crescita impliciti di cui sopra inducono a credere”. In particolare il broker calcola che “Il sentiero previsto dal mercato per gli utili S&P/ 500 si avvicina a quello del 2001, durante l’ultima recessione Usa, scenario incorporato dal mercato con elevata probabilità”. Dal punto di vista valutativo secondo gli esperti di Pictet le azioni mantengono maggiore appeal delle obbligazioni di Stato, specialmente in USA, salvo nello scenario di depressione. Dato che la prudenza non è mai troppa “Restiamo però sottopesati in considerazione dei rischi derivanti dalle incertezze del quadro descritto che non sembrano destinate a sciogliersi nell’immediato futuro”.
Pubblicato su analisi broker | Non ci sono Commenti »
Pubblicato da leotz su 9 Aprile 2008
“Il nostro focus sui titoli a maggiore capitalizzazione all’interno di settori difensivi e sui titoli ‘growth’ dovrebbe proseguire anche nel 2008, man mano che la crescita economica rallenta e gli utili delle società diminuiscono”. Si è espresso così Francis Ellison, investment specialist pan european equities per Threadneedle, in occasione della presentazione di questa mattina a Milano per l’avvio dell’attività in Italia grazie all’apertura di una sede a Milano. L’ufficio italiano del gruppo con base a Londra e attivo nel settore dell’asset management (conta oltre 92,2 miliardi di attivi in gestione) si doterà all’inizio di un team di quattro persone, guidate da Alessandro Aspesi, country head Italia. “Per quanto concerne il nostro stile di gestione - ha detto Aspesi - non ne abbiamo uno in particolare, il nostro approccio è basato sull’analisi fondamentale”.
A livello di strategia regionale, come esposto da Ellison, a Threadneedle piacciono i mercati emergenti, dove “i consumi hanno ancora significativi spazi di crescita”. Non solo, ma questi mercati, secondo l’esperto “non saranno fortemente impattati dalla crisi del credito anche perché hanno ampie fonti di liquidità a livello domestico”. A livello di valutazioni Ellison indica che i titoli finanziari appaiono poco cari perché hanno perso parecchio terreno negli ultimi tempi rispetto al book value, ma “questo non è ancora il monento di entrare, anche se probabilmente il momento buono arriverà a breve”.
Pubblicato su analisi broker | Non ci sono Commenti »
Pubblicato da leotz su 9 Aprile 2008
Unicredit e Banco Popolare rimangono le banche italiane preferite dagli analisti di Jp Morgan. “Il nostro ordine di preferenza in Italia rimane Unicredit e Banco Popolare, seguite da Intesa Sanpaolo”, annunciano gli esperti nella nota diffusa oggi. Il broker statunitense punta gli occhi soprattutto su Unicredit: “Ha una quota di mercato simile a quella di Intesa ma anche un primato in Europa per il numero di filiali, ancora non valutato nel prezzo di azione”. A convincere meno gli analisti è invece Intesa Sanpaolo, che viene declassata da overweight a neutral. “Crediamo che Intesa sia un titolo di
alta qualità e con una buona crescita a livello di profitti, ma questi aspetti sono già prezzati. L’azione scambia infatti a premio rispetto al settore”, osservano gli esperti.
Pubblicato su analisi broker | Non ci sono Commenti »
Pubblicato da leotz su 8 Aprile 2008
Nel report odierno sul settore delle assicurazioni europee, dal titolo “The anatomy”, gli analisti di Deutsche Bank si dicono positivi in un’ottica di lungo termine: “Rispetto al mercato, il settore delle assicurazioni si è ripreso fino a tornare ai livelli precedenti il credit crunch. Probabilmente parte di ciò può essere spiegata con uno short squeeze (situazione finanziaria in cui una carenza di offerta e un eccesso di domanda spingono i prezzi al rialzo), che dovrebbe normalizzarsi. Riteniamo poi che le ragioni alla base del
recente rally siano anche legate ai buoni fondamentali”. Ma ogni rosa ha le sue spine. E così gli esperti della banca d’affari tedesca spiegano che l’analisi accurata delle precedenti fase “Orso” di mercato mostra un chiaro trend per cui, dopo circa 6-9 mesi dall’inizio della discesa dei listini azionari, cominciano a scivolare verso il basso anche gli utili messi a segno dal settore dell’insurance.
E in questo ambito “le azioni più vulnerabili sono quelle esposte al ramo Vita e quelle che realizzano profitti nel fund management”. Ecco perché i “buy” di Deutsche Bank restano concentrati su quelle società con un outlook sugli utili che appare solido: Allianz (target price a 133,21 euro) e Aviva (tp a 652,5 pence). La banca d’affari frena invece su quelle azioni “dove i rischi di bilancio restano siopra la media e i profitti possono risultare vulnerabili in un contesto di indebolimento economico”: Axa (”hold” con tp a 24,7 euro) e Ing (”hold” con tp a 25,78 euro), “sebbene riconosciamo che le valutazioni in un’ottica di lungo periodo siano attraenti”. Cautela, infine, su quei titoli “dove i premi per la difensività possono essere eccessivi”: L&G (tp a 135,5 pence), Hannover Re (tp a 33,81 euro), Generali (tp a 29,12 euro) e Munich Re (tp a 127,63 euro), tutte azioni etichettate con giudizio “hold”.
Pubblicato su Analisi Assicurativi Europei, analisi broker, generali | Non ci sono Commenti »
Pubblicato da leotz su 3 Aprile 2008
Il settore auto europeo incassa la promozione del Credit Suisse che ha portato a “marker weight” la raccomandazione dal precedente “underweight”. La casa d’affari elvetica ritiene che il settore poggi oggi su basi più solide rispetto al passato e dovrebbe quindi subire meno le oscillazioni del ciclo di crescita economica e, pertanto, nonostante il taglio delle stime sugli utili del 3 e 7% rispettivamente per il 2008 e il 2009, ritiene che fattori macro non porteranno a ulteriori revisioni al ribasso delle stime di utili per il settore auto. Tra i singoli titoli Credit Suisse ha downgradato a underperform Bwm (target price a 34 euro da 45) con le preferenze che continuano a ricadere su Daimler (rating outperform con tp sceso da 90 a 80 euro), Renault (overweight con tp da 100 a 90 euro), Continental (overweight con tp da 125 a 95 euro) e Porsche (overweight con tp confermato a 150 euro). Rating underperform invece per Fiat con tp fermo a 12 euro.
Pubblicato su analisi broker | Non ci sono Commenti »
Pubblicato da leotz su 26 Marzo 2008
Nel breve termine le cose potrebbero continuare a non andare proprio per il meglio sul mercato azionario a stelle e strisce, ma in un’ottica di più lungo termine il quadro potrebbe migliorare. Parola di Jonathan Armitage, Head of Us Equities di Schroders, secondo cui in un contesto come quello attuale, segnato dal continuo giungere di cattive news con incessanti risposte dai lati fiscale e monetario per tentare di “metterci
una pezza”, gli investitori farebbero meglio a privilegiare le azioni di quelle società caratterizzate da forti entrate e che dovrebbero seguitare a staccare buone cedole. “Riteniamo - afferma Armitage - che otterrà rendimenti positivi chi sceglierà le società che registrano una crescita degli utili nonostante il momento e quelle in grado di mantenere la quota di mercato incrementando i margini”.
In particolare, il gestore fa sapere che nelle ultime settimane ha aggiunto al portafoglio una serie di titoli retail e ha cominciato a inserire azioni di società early cycle industrial.
“Nel breve termine - conclude l’Head of Us Equities di Schroders - riteniamo che i mercato resteranno volatili, ma verso la fine del 2007 e l’inizio del 2009 l’impatto dei
tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve (Fed) e delle altre misure di stimolo cominceranno a sortire i propri effetti benefici sull’economia. A quel punto vederemo significative opportunità di investimento nel mercato azionario statunitense”.
Pubblicato su analisi broker | Non ci sono Commenti »
Pubblicato da leotz su 25 Marzo 2008
Credit Suisse volta le spalle a Intesa Sanpaolo dopo la deludente trimestrale diffusa giovedì scorso tagliando la raccomandazione e consigliando lo switch verso UBI e Unicredit che offrono valutazioni più convenienti. La casa d’affari elvetica ha tagliato il rating su Intesa Sanpaolo a “neutral” da “outperform” con prezzo obiettivo sceso a 5,6 dai 6,7 euro precedentemente indicati. Credit Suisse sottolinea soprattutto il debole dato dell’utile da commissioni, con utile da trading negativo solo in parte compensato dal buon margine di interesse. Ridotte le stime per il 2008 e il 2009 rispettivamente del 10 e del 3%. “La valutazione a premio del titolo alla luce del suo modello di business meno rischioso non è più giustificata, pertanto il consiglio è di switchare verso UBI Banca e Unicredit che trattano a sconto rispettivamente del 10 e del 24% a livello di p/e 2009 atteso.
Pubblicato su UBI, analisi broker, intesa, unicredit | Non ci sono Commenti »
Pubblicato da leotz su 20 Marzo 2008
Gli analisti di Ubs sono pronti ad assistere a un rally sui mercati azionari. Lo scrivono gli esperti della casa d’affari in un report uscito oggi e raccolto da Finanza.com.
“Nonostante la volatilità sia più alta, di riflesso alle preoccupazioni di assistere a una recessione americana, c’è una ragiorne per essere ottimisti sui mercati azionari”,
sostiene il broker nella nota. “La risposta della politica fiscale e monetaria è stata aggressiva e molto probabilmente continuerà ad esserlo. In uno scenario di bassi tassi
d’interesse e di elevata crescita degli utili, pensiamo che le prospettive di assistere a un rally sostenuto siano buone”.
Pubblicato su analisi broker | Non ci sono Commenti »
Pubblicato da leotz su 18 Marzo 2008
Più in fondo di così è difficile andare. E’ quello che pensano gli analisti di Lehman Brothers che guardano agli avvenimenti accaduti in questi ultimi giorni nel panorama finanziario. “I
mercati finanziari sono in un territorio di oltreconfine, e ora siamo vicini al punto di massima tensione”, sostengono gli analisti nella nota diffusa oggi. Insomma i mercati sono vicini
al loro limite e dunque pronti al riscatto. Una spinta al rimbalzo potrebbe venire dalla Banca Centrale americana. La forte volatilità dei listini globali, con tonfi sonori di alcuni titoli, hanno spinto la Fed a intervenire in modo aggressivo. Lo ha fatto domenica, portando il tasso di sconto al 3,25% e lo farà ancora, secondo Lehman, magari anche proprio oggi. Un tentativo di sostenere il mercato in questo scenario nero. Ma uno spiraglio di speranza c’è. Ne è convinto il broker statunitense: “La combinazione di una Fed aggressiva, di valutazioni attraenti come non lo sono mai state da 30 anni a questa parte e di una minore riduzione del tasso di guadagno porteranno i mercati a rimbalzare molto presto e in modo marcato”. Per la prima volta dalla scorsa estate, il mercato azionario ha reagito in maniera così forte agli annunci politici che ora quello che si aspetta Lehman Brothers è un momento di recupero.
Pubblicato su analisi broker | Non ci sono Commenti »
Pubblicato da leotz su 14 Marzo 2008
Nelle montagne russe dei mercati puntare sulle commodities in questo scorcio di 2008 si è rilevata una mossa vincente. Molti investitori non hanno però colto l’attimo e come ricordano Jeffrey Currie e Samantha Dart di Goldman Sachs si sono spaventati perché non hanno capito come sia potuto succedere. “Il paradosso della crescita dei prezzi delle commodities nel mezzo del rallentamento dell’economia è stata fonte di preoccupazione per molti, suggerendo l’idea che il prezzo delle commodities è divergente dai fondamentali dell’economia”, commentano gli esperti della casa d’affari Usa.
A loro avviso, tuttavia, la recente e attuale impennata dei prezzi delle commodities è la semplice estensione di un rally - al rialzo - strutturale di questo settore che adesso è entrato nel suo nono anno. “Il fatto che il rally stia continuando nel mezzo di questo rallentamento economico semplicemente serve a sottolineare il fatto che il movimento è di natura strutturale e non ciclica”. In particolare “La vendetta della old economy adesso si è evoluta nella vendetta dell’old economy politica - proseguono gli analisti - dove il significato politico si
limita ai flussi di capitale, mentre il lavoro e la tecnologia sono sostanzialmente limitati dalla crescita della domanda”. “Queste restrizioni mettono il capitale nelle condizioni di non scorrere verso l’investimento in commodities più efficiente, creando così una carenza fisica - spiegano ancora -. Questo potrebbe probabilmente sostenere il bull market attualmente in corso delle commodities fino a quando gli investimenti guidati dalla politica non saranno rimossi e/ o la domanda aggiustata”.
Pubblicato su analisi broker | Non ci sono Commenti »
Pubblicato da leotz su 7 Marzo 2008
Gli analisti di Cheuvreux nonostante le banche italiane non siano rimaste impantanate nella vicenda mutui subprime Usa hanno deciso di tagliare mediamente le stime sugli utili per azione 2007-2008 di circa il 7 per cento. “Abbiamo rivisto le stime di Eps 2007-2009 del 7% per fattorizzare il calo delle commissioni derivante dalla flessione dei volumi nella raccolta fondi”, spiega il broker nella nota uscita oggi e raccolta da
Finanza.com. “Le maggiori revisioni sull’utile per azione hanno riguardato Banca Mps (underperform con tp sceso a 2,60 da 3,80 euro) per circa il 16% e il Banco Popolare (underperform con tp sceso a per il 10%”, specificano gli esperti della casa d’affari. Secondo Cheuvreux gli istituti italiani meglio posizionati nell’attuale scenario di mercato sono UBI (selected list con tp passato a 20 euro da 23,5 euro), Unicredit (outperform con tp sceso a 6,30 euro da 7 euro), Banca Popolare di Milano (outperform con tp sceso a 9,90 euro da 10,80 euro) e il Credem (outperform con tp sceso a 10,50
euro da 11,80 euro).
Pubblicato su B Pop Milano, Credem, UBI, analisi broker, b popolare, unicredit | Non ci sono Commenti »
Pubblicato da leotz su 5 Marzo 2008
Come mettono in evidenza gli esperti di Deutsche Bank in un report sulle banche europee di questa mattina, in questo momento gli istituti finanziari e i mercati stanno
attraversando una fase di severa restrizione del credito, il cosiddetto “credit crunch”. Anche se, va rilevato, ciò sta accadendo in modo non uniforme, spingendo così gli esperti della casa d’affari tedesca a ritenere che “uno dei grandi argomenti del 2008 sarà il trasferimento di asset da banche più deboli a banche più forti”. E’ in questo senso, insomma, che si disputerà la partita che potrebbe mettere fuori gioco i player bancari meno stabili. In ogni caso, sottolineano da Deutsche Bank, in generale il comparto delle banche sugli attuali livelli tratta a 9 volte gli utili attesi per il 2008.
Le azioni preferite dalla casa d’affari teutonica, come sottolineato nel report, sono quelle con bilanci solidi che possono generare utili senza dovere per forza puntare su una
crescita del credito. Passando ai nomi, le top pick di Deutsche Bank sono Lloyds Tsb, che ha un target price di 600 pence; Unicredit, il cui prezzo obiettivo è individuato a 7,9 euro; Bnp Paribas, per la quale il target price si colloca a 85 euro; Dnb Nor, che ha un prezzo obiettivo di 91 corone norvegesi; e Kbc, l’ultima arrivata nella lista, con un target price a 109 euro.
Pubblicato su analisi broker, unicredit | Non ci sono Commenti »
Pubblicato da leotz su 3 Marzo 2008
(ASCA) - Roma, 3 mar - Se ben amministrate le aziende municipalizzate sono un affare. E’ quanto emerge da una ricerca realizzata dall’Ufficio studi di Mediobanca per Civicum e che sara’ presentata mercoledi’ prossimo a Milano nel convegno ”Governance e investimenti delle Public Utilities”.
Dalla ricerca, condotta sulle principali ”controllate” di sei Comuni italiani (Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna e Brescia), emerge che le municipalizzate rappresentano una realta’ non trascurabile della vita economica del Paese. I soli sei Comuni considerati controllano 341 societa’ con partecipazioni di maggioranza (quattro quotate in Borsa: A2A, Acea, Hera e Iride) e in altre 66 hanno partecipazioni di minoranza; sono dunque presenti in 407 societa’. Il flusso di spesa delle prime 47 societa’ esaminate (16 miliardi di euro, +19% su anno) e’ piu’ del doppio di quello dei Comuni azionisti (7,8 miliardi di euro, -3% su anno). Dalla ricerca emerge anche dal fatto che, nonostante il calo della Borsa, il valore delle municipalizzate e’ il doppio del ”nominale” investito. I cittadini-azionisti piu’ ricchi sono i bresciani; il valore delle loro controllate ”assegna” loro 15.000 euro a testa: seguono milanesi (2.900 euro), bolognesi (1.500 euro), torinesi (1.300 euro), romani (900 euro) e napoletani (500 euro). Le ”controllate” di Brescia hanno anche un altro primato: quello dei consigli d’amministrazione meno affollati, mentre i board piu’ numerosi appartengono a quelle di Bologna e Roma.
Se l’efficienza di una societa’ si misura - a prescindere dalla qualita’ dei servizi e dalla soddisfazione dei clienti - con il rapporto tra fatturato e dipendenti, prosegue la ricerca, le ”controllate” piu’ efficienti sono quelle milanesi e le meno efficienti sono quelle napoletane. Fatti 100 il fatturato aggregato (ricavi piu’ contributi), il totale dei bilanci esaminati e il numero totale dei dipendenti, si ricava che le societa’ milanesi impiegano il 30% dei dipendenti e realizzano il 50% del fatturato (determinante il contributo della SEA), mentre le societa’ napoletane impiegano l’11% dei dipendenti per realizzare il 3% del fatturato.
Cinque dei sei Comuni considerati guadagnano con le ”controllate”: si va dai 248,4 milioni di euro di Milano ai 12,2 milioni di euro di Bologna: soltanto il Comune di Napoli, invece di guadagnare, perde 70 milioni di euro (bilanci 2006). In tutte e sei le citta’ il fatturato del trasporto pubblico locale - servizio di particolare rilevanza sociale - e’ puntellato con contributi e sussidi: per il 43% a Brescia (minimo) fino al 90% a Napoli (massimo).
Pubblicato su analisi broker | Non ci sono Commenti »
Pubblicato da leotz su 3 Marzo 2008
Anche in febbraio Euromobiliare mantiene una view positiva sul mercato azionario italiano. “Il secondo mese del 2008 si è concluso con una frenata dei principali listini italiani (S&P/Mib40 in flessione dell’1,97% il Midex -0,83%) – spiegano gli analisti - mentre dal fronte macroeconomico internazionale lo scenario è spaccato in due: oltreoceano la strategia della Federal Reserve (Fed) appare chiara. Il numero uno della Fed, Ben Bernanke, è contro un approccio graduale perché crede che per la gravità della situazione occorra un’azione incisiva. Per questa ragione ha lasciato intendere di essere pronto a tagliare nuovamente il costo del denaro americano. Di tutt’altra idea la Banca centrale europea, che continua a mantenere una politica attendista”. Delineato il quadro di fondo, Euromobiliare spiega nella sua periodica nota mensile che “da fine gennaio abbiamo una visione positiva sui listini milanese, giustificata dal fatto che alcune metriche di valutazione che riteniamo più affidabili in una fase di rallentamento economico segnalano una forte sottovalutazione delle azioni”. La Sim italiana passa in rassegna anche i gruppi di “qualità”, come Unicredit, Mediobanca o i cementieri, che secondo le sue stime trattano vicino al book value e quando il dividend yield medio (4,4%) ritorna ai livelli del 1985, crediamo sia arrivato il momento di comprare. “A livello settoriale sovrappesiamo i finanziari – continua il broker - e per contro sottopesiamo le utility, perché se, come pensiamo, nel secondo semestre del 2008 il mercato inizierà a scontare una ripresa negli Stati Uniti i tassi a lungo termine potrebbero salire repentinamente”. Infine, Eurmobiliare precisa che nel portafoglio raccomandato – recommend portfolio - il peso delle azioni è rimasto al 97,2% rispetto a un benchmark del 95%.
Pubblicato su analisi broker | Non ci sono Commenti »
Pubblicato da leotz su 3 Marzo 2008
Gli analisti di Merrill Lynch hanno deciso di tagliare l’utile per azione (eps) stimato per le banche italiane di una media dell’8% nel 2008 e del 10% nel 2009, collocandosi così per
circa sei punti percentuali al di sotto delle previsioni di consensus. Il motivo di tale revisione al ribasso è, come spiegano in un report della banca d’affari americana, da
ricercarsi nel peggioramento dello scenario macroeconomico e nell’emorragia continua dei fondi comuni del Bealpaese. Questi due fattori dovrebbero incidere principalmente sulla parte alta del bilancio, cioè sui ricavi, la cui stima di crescita è così stata ridimensionata al 6,7% a livello medio annuo per il periodo 2007-2009 rispetto al precedente +8,3%. Tuttavia, secondo Merrill Lynch, a sostenere le banche italiane
dovrebbero essere le forti sinergie a livello di costi, che dovrebbero tradursi in una crescita degli eps pari al 12% nel periodo 2007-2009, contro il +8% atteso per le banche europee per lo stesso lasso di tempo. Ed ecco il motivo del rating “buy” sulle banche nostrane.
In particolare gli analisti di Merrill Lynch reiterano il “buy” sulle due più grandi banche italiane, Unicredit e Intesa SanPaolo, poiché “non condividiamo la preoccupazione
del mercato legata a un possibile aumento di capitale a causa dell’esposizione alle monoline per quanto concerne la prima e non condiviamo le paure legate al rischio M&A per la seconda”. Nonostante il “buy” la banca d’affari statunitense ha deciso di abbassare i prezzi obiettivo individuati per i due istituti, da 7,4 a 6,8 euro per il gruppo guidato da Alessandro Profumo e da 6,7 a 6,1 euro per quello capitanato da Corrado Passera. Consiglio di acquisto anche su Mediobanca, sull’onda dell’interesse che genererà tra gli investitori il nuovo piano industriale che sta per essere annunciato. Tuttavia scende il target price della merchant bank di Piazzetta Cuccia e passa da
18,8 a 17,4 euro. “Buy” di Merrill Lynch anche sulla Popolare di Milano, che secondo gli analisti è stata eccessivamente punita dal mercato per il nodo della governance. Il target price scende anche in questo caso, da 12 a 10,5 euro per azione.
Il giudizio “neutral” di Merrill Lynch, nel panorama bancario italiano, va invece a Banco Popolare, per il quale il target price è collocato a 15,7 euro, e a Italease, dalla quale la banca d’affari non si aspetta ulteriori notizie negative.
Consiglio di vendita con fair value a 2,9 euro, infine, per Banca Monte dei Paschi di Siena. Su quest’ultima e su Banco Popolare gli analisti della casa d’affari statunitense vedono un execution risk elevato legato alle recenti acquisizioni.
Pubblicato su B Pop Milano, Bca Italease, analisi broker, b popolare, intesa, mediobanca, monte dei paschi, unicredit | Non ci sono Commenti »