Commento al crollo di Fiat (MF)
Pubblicato da leotz su 4 Gennaio 2008
Seduta pesante per il settore auto europeo colpito del calo delle vendite negli Usa a dicembre registrato dalle principali case continentali e dalla riduzione delle stime sulle vendite 2008 nel mercato americano annunciato dalla giapponese Toyota. L’indice DJ Stoxx del comparto delle auto in Europa è risultato il peggiore con un calo del 5,46% sui timori che il rallentamento economico statunitense si trasformi in recessione.Ne ha fatto le spese Fiat che, pur avendo una presenza non importante negli Usa, ha perso il 6,96% a 15,55 euro (minimo a 15,47 euro che non vedeva da dicembre 2006) con oltre il 7% del capitale passato di mano nel giorno in cui, tra l’altro, la Consob ha comunicato che Unicredit, come previsto, ha ridotto la partecipazione in Fiat entro il 2% rispetto al 5,204% del primo ottobre scorso. La lettera ha comunque colpito tutti i principali gruppi europei. Tra i peggiori Daimler ha lasciato sul terreno il 6%, Porsche il 7,5%, Peugeot il 6,37%, Renault quasi l’8%.
L’intero comparto ha risentito non solo del caro greggio, delle immatricolazioni auto in Germania, calate del 20% a dicembre e del 9% nell’intero 2007, e della revisione al ribasso delle stime di crescita del mercato auto Usa nel 2008 da parte della casa giapponese Toyota (da +3% a +1/2%), ma anche della pesante flessione del settore auto americano dove a dicembre si è registrato un ribasso del 10,0% a 116.583 veicoli venduti. Solo General Motors ha dovuto fare i conti con un -5,2%.
La revisione al ribasso delle stime di crescita del mercato auto Usa nel 2008 da parte di Toyota però non ha impatto su Fiat. La casa torinese praticamente non ha esposizione al mercato nè dell’auto nè dei veicoli commerciali nord americano. Solo la Ferrari e la Maserati vendono in Usa, ma rappresentano una parte limitata del fatturato e comunque sono da considerare acicliche.
Inoltre ieri, hanno osservato gli analisti di Euromobiliare sim, la controllata Usa di Fiat, Cnh (anche grazie al buon newsflow relativo a risultati e outlook di Monsanto), ha toccato nuovi massimi (+3,7% a 68,8 dollari). ”Oggi ai valori di mercato rappresenta circa il 47% della capitalizzazione di mercato di Fiat, riducendo sensibilmente la percezione di Fiat esclusivamente come produttore di auto”, hanno spiegato gli esperti della sim ribadendo quindi il rating di buy e il prezzo obiettivo a 26,2 euro sul titolo Fiat.
Considerazioni che però non hanno frenato le vendite sul titolo in Borsa, nemmeno le indiscrezioni secondo cui l’accordo con Chery Automobiles, firmato lo scorso 7 agosto, starebbe accelerando: sarebbero già stati individuati i modelli da produrre insieme, oltre alla Linea (vettura dedicata ai paesi emergenti) anche la Grande Punto e, forse, la Bravo.
L’obiettivo di Fiat è quello di arrivare a vendere in Cina 250.000-300.000 auto entro il 2010. Così come non ha fatto presa la notizia dell’introduzione di 5 nuovi modelli di auto in India quest’anno. La società produrrà la Grande Punto hatchback e la Linea berlina nello stato asiatico.
D’altra parte, dal punto di vista dell’analisi tecnica, Fiat, dopo essere scesa al di sotto dei 17 euro, ha ceduto anche i minimi di gennaio 2007. Il trend di breve periodo rimane quindi negativo: è possibile una nuova discesa con un primo target in area 15 euro.