Piazza Affari ha chiuso la settimana col fiato corto insieme agli altri listini continentali. La Borsa di Milano ha cercato di contrastare l’ondata di ordini di vendita nelle prime ore della sessione ma col passare delle ore ha annullato in diversi casi gli sforzi compiuti.Il Mibtel ha chiuso così la seduta in calo dell’1,84% insieme all’S&P/ Mib che ha perso l’1,61%. Ha prevalso il segno meno sul telematico della Borsa di Milano. La zavorra di Piazza Affari è stata Fiat scivolata a 15,55 euro (-6,99%). La performance del Lingotto è andata di pari passo con l’intero comparto auto mondiale: hanno infatti anche
sbandato Renault, Peugeot, Daimler e Porsche. A mandare a tappeto il settore delle quattro ruote è stato il calo delle vendite annunciato negli Stati Uniti dalle giapponesi Nissan e Toyota. Col risultato che ne hanno risentito anche le casseforti di casa Agnelli Ifil (-6,58%) e Ifi (-6,36%).
Deboli gli assicurativi con Generali (-0,36%) solleticata da indiscrezioni di stampa secondo cui, tra gli azionisti del Leone, si starebbe ragionando per ridisegnarne il vertice e privare il presidente Antoine Bernheim di incarichi operativi.
In calo pure i titoli Tlc con Telecom Italia che ha chiuso in discesa dello 1,06% in linea con le tlc in Europa dopo le voci di una possibile offerta di Telefonica per la compagnia olandese Royal Kpn. Tra le blue chip termina gli scambi in terreno positivo solo A2A (+0,78%).
Archivio per 4 Gennaio 2008
Commento di chiusura 4/1
Pubblicato da leotz su 4 Gennaio 2008
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Commento al crollo di Fiat (MF)
Pubblicato da leotz su 4 Gennaio 2008
Seduta pesante per il settore auto europeo colpito del calo delle vendite negli Usa a dicembre registrato dalle principali case continentali e dalla riduzione delle stime sulle vendite 2008 nel mercato americano annunciato dalla giapponese Toyota. L’indice DJ Stoxx del comparto delle auto in Europa è risultato il peggiore con un calo del 5,46% sui timori che il rallentamento economico statunitense si trasformi in recessione.Ne ha fatto le spese Fiat che, pur avendo una presenza non importante negli Usa, ha perso il 6,96% a 15,55 euro (minimo a 15,47 euro che non vedeva da dicembre 2006) con oltre il 7% del capitale passato di mano nel giorno in cui, tra l’altro, la Consob ha comunicato che Unicredit, come previsto, ha ridotto la partecipazione in Fiat entro il 2% rispetto al 5,204% del primo ottobre scorso. La lettera ha comunque colpito tutti i principali gruppi europei. Tra i peggiori Daimler ha lasciato sul terreno il 6%, Porsche il 7,5%, Peugeot il 6,37%, Renault quasi l’8%.
L’intero comparto ha risentito non solo del caro greggio, delle immatricolazioni auto in Germania, calate del 20% a dicembre e del 9% nell’intero 2007, e della revisione al ribasso delle stime di crescita del mercato auto Usa nel 2008 da parte della casa giapponese Toyota (da +3% a +1/2%), ma anche della pesante flessione del settore auto americano dove a dicembre si è registrato un ribasso del 10,0% a 116.583 veicoli venduti. Solo General Motors ha dovuto fare i conti con un -5,2%.
La revisione al ribasso delle stime di crescita del mercato auto Usa nel 2008 da parte di Toyota però non ha impatto su Fiat. La casa torinese praticamente non ha esposizione al mercato nè dell’auto nè dei veicoli commerciali nord americano. Solo la Ferrari e la Maserati vendono in Usa, ma rappresentano una parte limitata del fatturato e comunque sono da considerare acicliche.
Inoltre ieri, hanno osservato gli analisti di Euromobiliare sim, la controllata Usa di Fiat, Cnh (anche grazie al buon newsflow relativo a risultati e outlook di Monsanto), ha toccato nuovi massimi (+3,7% a 68,8 dollari). ”Oggi ai valori di mercato rappresenta circa il 47% della capitalizzazione di mercato di Fiat, riducendo sensibilmente la percezione di Fiat esclusivamente come produttore di auto”, hanno spiegato gli esperti della sim ribadendo quindi il rating di buy e il prezzo obiettivo a 26,2 euro sul titolo Fiat.
Considerazioni che però non hanno frenato le vendite sul titolo in Borsa, nemmeno le indiscrezioni secondo cui l’accordo con Chery Automobiles, firmato lo scorso 7 agosto, starebbe accelerando: sarebbero già stati individuati i modelli da produrre insieme, oltre alla Linea (vettura dedicata ai paesi emergenti) anche la Grande Punto e, forse, la Bravo.
L’obiettivo di Fiat è quello di arrivare a vendere in Cina 250.000-300.000 auto entro il 2010. Così come non ha fatto presa la notizia dell’introduzione di 5 nuovi modelli di auto in India quest’anno. La società produrrà la Grande Punto hatchback e la Linea berlina nello stato asiatico.
D’altra parte, dal punto di vista dell’analisi tecnica, Fiat, dopo essere scesa al di sotto dei 17 euro, ha ceduto anche i minimi di gennaio 2007. Il trend di breve periodo rimane quindi negativo: è possibile una nuova discesa con un primo target in area 15 euro.
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Sopaf Internal – Dealing
Pubblicato da leotz su 4 Gennaio 2008
Il dott. Magnoni, tramite Acqua Blu s.r.l., ha acquistato in data 2/01 32.872 azioni Sopaf al prezzo di 0.4513 euro
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Segnalazione: Dati Macro
Pubblicato da leotz su 4 Gennaio 2008
aggiunta la sezione Dati Macro, nel menu’ principale, attesi per la prossima settimana
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Dati Usa
Pubblicato da leotz su 4 Gennaio 2008
Seconda tornata di dati in linea con le attese.
Ism servizi leggermente migliore delle attese
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Fiat: il titolo crolla ma il newsflow e’ positivo
Pubblicato da leotz su 4 Gennaio 2008
Flusso di notizia ampiamente positive per il titolo nonostante il pessimo andamento borsistico. Nel 2008 Fiat importera’, grazie all’accordo con Tata Motors, in India la 500 e Bravo.
Sempre in India a partire da quest’anno, Fiat produrra’ La Grande Punto e Linea. Prosegue la delocalizzazione industriale della societa’.
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Iniziano a fioccare le sospensioni al ribasso
Pubblicato da leotz su 4 Gennaio 2008
Dopo Uniland e’ il turno di Trevisan ed Arena
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Terna: i primi dati previsionali
Pubblicato da leotz su 4 Gennaio 2008
Attesi ricavi a 1,085 miliardi nel 2008
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Attenzione a Saipem
Pubblicato da leotz su 4 Gennaio 2008
Il violento ribasso di questi minutista riportando il titolo verso area 27.4 euro. In caso di raggiungimento sono possibili rientri in compera. Seguira’ in serata il solito aggiornamento tecnico
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Dati Usa molto negativi. Riassunto di meta’ giornata
Pubblicato da leotz su 4 Gennaio 2008
MILANO (MF-DJ)–Piazza Affari accelera al ribasso in scia alla diffusione dei dati, peggiori delle attese, sul mercato del lavoro americano che ha fatto invertire rotta ai futures sugli indici di Wall Street, il cui avvio e’ previsto ora in netto calo. Lo S&P/Mib segna un calo dell’1,34% a 37.552 punti e il Mibtel un -1,44% a 28.611 punti. S&P/Mib: Fiat sui minimi Pochi i titoli sul paniere principale che resistono alle vendite. Tra questi, dopo i cali delle prime due sedute di contrattazione, A2A (+0,69%) e Generali Ass. (+0,43%). Continua a sprofondare invece Fiat (-7,17% a 15,52 euro, a 15,47 il minimo intraday), con volumi gia’ oltre la media delle ultime 30 sedute. Accentuano i cali anche Impregilo (-4,89%) e Unipol (-4,24%). Tra le banche limitano i danni Mediobanca e B.Popolare, entrambe in calo dello 0,50%, e nel comparto oil Eni (-0,12%) e Tenaris (-0,33%). Midex: sprofondano Ifi e Ifil Viaggiano in controtendenza Amplifon (+1,19% a 3,41 euro), Campari (+0,46% a 6,59 euro) e Marazzi (+0,59%). Per il resto, Ifil e Ifi, in scia alla debacle di Fiat, crollano rispettivamente del 7,40% e del 5,95%. Perde oltre sei punti percentuali Indesit, tra i peggiori insieme ad Azimut (-5,63%) e Geox (-5,76%). In calo frazionale T.I.Media (-0,60%), Acea (-0,05%) ed Enia (-0,69%). Star: Uni Land sospesa al ribasso, -7,88% Aicon Se Ascopiave e Landi R. spiccano con rialzi del 3,44% e del 3,27%, Uni Land e’ sospeso al ribasso (ultimo prezzo a 0,368 euro, con un -10,29%). Lettera pesante anche su Trevisan C. (-7,15%) e Aicon (-7,88%). am (END) Dow Jones Newswires Copyright (c) 2008 MF-Dow Jones News Srl. January 04, 2008 09:07 ET (14:07 GMT)
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Raccomandazioni analisti – Generali
Pubblicato da leotz su 4 Gennaio 2008
Novità in vista per Generali Assicurazioni nei prossimi mese.
Secondo la stampa Claudio Costamagna sarebbe candidato alla presidenza del gruppo con il rafforzamento dei poteri dell’amministratore delegato Giovanni Perissinotto. Per Antoine Bernheim si starebbe pensando ad un ruolo ad hoc, simile alla presidenza onoraria. Questa ipotesi è argomento di discussione per gli analisti di Exane Bnp Paribas. Il broker francese è convinto che la sostituzione del banchiere francese Berhneim potrebbe far riaffiorare il rischio di una grande acquisizione. Per questo motivo oltre che per la presenza della speculazione gli analisti di Exane concludono la loro analisi mantenendo la raccomandazione neutral su Generali con target price a 34 euro.
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Sopaf: aggiornamento operativo
Pubblicato da leotz su 4 Gennaio 2008
Prosegue il movimento laterale del titolo che si muove all’interno di un ristretto range di prezzi compreso tra 0.43 e 0.45 euro. Il movimento piatto e’ ben visibile dal grafico ma tutti gli indicatori temporali sono orientati positivamente. Attendiamo, nel brevissimo, uno scatto in avanti e potenziale target in area 0.495/0.5 euro dove passa la trend negativa di breve/medio. Mantenere le posizioni in essere senza alleggerire e, per ora, nessun stop.
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Saipem: raggiunto il target
Pubblicato da leotz su 4 Gennaio 2008
In corso di seduta il titolo ha segnato il massimo a 28.52 euro raggiungendo il target posto a 28.5 euro. riteniamo concluso il trade sul titolo.
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USA: pacchetto fiscale per fronteggiare il petrolio a 100 dollari
Pubblicato da leotz su 4 Gennaio 2008
Il petrolio che ieri ha sfondato il tetto dei 100 dollari ha fatto scattare l’allarme recessione. Il nuovo record del greggio rischia infatti di compromettere seriamente l’andamento di tutte le economie, non solo quella a stelle e strisce. Immediata la reazione della Casa Bianca: oggi pomeriggio il presidente americano George W. Bush farà il punto della situazione con il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, e il segretario al Tesoro, Henry Paulson.
L’occasione sarà sfruttata per parlare dello scenario in cui si trova l’economia Usa e sulle ripercussioni di vivere in uno scenario di caro greggio. Secondo indiscrezioni di mercato sembra che il presidente degli Stati Uniti sarebbe vagliando l’ipotesi di “un pacchetto di aiuti fiscali” per sostenere l’economia. Il portavoce della Casa Bianca, Tony Fratto, ha però fatto sapere che ci vorranno “alcune settimane prima che il presidente prenda una decisione”.
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